Cos’è la Comunicazione Aumentativa e Alternativa

Questo articolo non vuole essere uno scritto esauriente sulla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (amichevolmente conosciuta come CAA), ma una semplice introduzione e spunto di lavoro per tutti coloro che necessitano di strumenti comunicativi diversi dal linguaggio parlato.

Definiamo che cos’è la CAA

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa è salita alla ribalta nel mondo dell’Educazione da ormai diversi anni. Per definirla utilizzeremo le parole di Wikipedia, forse semplicistiche, ma comunque utili per capire di cosa parliamo.

Con Comunicazione Aumentativa e Alternativa (detta anche CAA) si indica un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie atte a semplificare ed incrementare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi, con particolare riguardo al linguaggio orale e alla scrittura[1]. Viene definita Aumentativa in quanto non si limita a sostituire o a proporre nuove modalità comunicative ma, analizzando le competenze del soggetto, indica strategie per incrementare le stesse (ad esempio le vocalizzazioni o il linguaggio verbale esistente, i gesti, nonché i segni). Viene definita Alternativa in quanto si avvale di strategie e tecniche diverse dal linguaggio parlato. 

Fonte: Wikipedia, versione in lingua italiana.

Per altre informazioni, soprattutto sulla storia della CAA, vi rimando all’articolo di Wikipedia.

All’interno di questo universo troviamo moltissimi modus operandi per applicare la CAA nei casi che seguiamo. E’ infatti importante tenere sempre a mente che ogni soggetto è unico anche nelle modalità di espressione e nel loro apprendimento

Esistono strumenti assai vari e metodologie differenti di rappresentazione. Essendo infatti un linguaggio prettamente simbolico, anche il solo fatto di utilizzarlo in contesti culturali diversi implica la necessità di poter variare il linguaggio stesso.

Negli ultimi anni infatti la CAA si è fatta largo non solo nel suo ambiente di nascita (persone con vari gradi di disabilità), ma anche per comunicare con chi, magari, proviene da paesi stranieri. In fondo il disegno di un uomo che mangia è uguale per tutti!

Esempi di utilizzo della Comunicazione Aumentativa e Alternativa

Vediamo un esempio di CAA.

Un esempio di tabella costruita dall'autore del post usando le PECS.
Immagine 1- Tabella con PECS

Questa è una tabella che ho creato per un bambino che seguo. Come vedete ad ogni parola, o piccolo gruppo di parole, è associato un simbolo, un disegno che lo rappresenta.

Indicando il disegno, i nostri bambini (o adulti) possono dirci quello che vogliono, provano o sperimentano.

A seconda di cosa abbiamo bisogno, possiamo creare diversi strumenti con la CAA. 

  • Semplici Tabelle, anche solo una, che riportino solo simboli davvero importanti per chi la sfrutta. Questa è una buona soluzione anche per avviare all’uso della CAA le persone con le quali interagiamo. 
  • Un Quaderno della Comunicazione. Questo strumento raccoglie diverse pagine divise per argomento (cibi, giochi, materie scolastiche, emozioni, ecc…), il limite è dato solo dalle capacità (acquisite o potenziali) dei nostri bambini o adulti. Importante definire al meglio le categorie. Un successivo sviluppo può essere aggiungere una pagina da usare per indicare le azioni e i soggetti, da usare con le varie tabelle tematiche, creando una sorta di compendio grammaticale.
  • Una raccolta portatile di simboli CAA da usare in contesti dove è difficile portarsi dietro un voluminoso quaderno. Può essere un portachiavi che raccolga i simboli necessari, o un micro libro da tenere in tasca.

Se cercherete in giro per internet, troverete sistemi simbolici di ogni genere. A quello qui rappresentato, con immagini “widget”, si affiancano quelli della libreria “ARASAAC” e molti altri.

Figura 2- Esempio di immagini per la CAA di tipo “widget”
Alcune PECS tratte dal progetto di CAA ARASAAC.
Figura 3- Esempio di immagini per la CAA tratte dal progetto ARASAAC

A confronto un “widget” e il corrispettivo ARASAAC (Fig. 2 e Fig. 3).

Alcuni simboli di Comunicazione Aumentativa e Alternativa di tipo BLISS.
Figura 4 – Alcuni simboli per la CAA del sistema di BLISS

Un sistema di simboli… molto simbolico! Il sistema BLISS (Fig. 4).

Alcuni simboli diesgnati a mano per costruire una tabella di Comunicazione Aumentativa e Alternativa.
Figura 5- Alcuni simboli disegnati a mano

Quando non si ha un computer a portata di mano, disegno diretto dei simboli (Fig. 5).

I disegni possono anche essere foto, può essere che sia anzi necessario utilizzarle se la nostra bambina o il nostro bambino faticano a comprendere un disegno. Qui spetta a noi capire il grado di “complessità” a cui possiamo arrivare. Alcuni bambini adorano la CAA e sono capaci di trasmettere molte informazioni attraverso tabelle molto complesse. Altri hanno bisogno di tabelle più semplici, o di utilizzare PECS, o ancora di avere sempre lo stesso simbolo per ogni termine (e allora addio ai nostri disegni improvvisati)

Attraverso queste tabelle una persona che non può parlare e a cui magari è difficile insegnare un linguaggio come quello dei segni, può indicare le proprie necessità, i propri desideri e, più in generale, comunicare con chi gli è vicino. Normalmente si indica il simbolo, e quindi il termine, voluto, ma può essere utilizzato anche un sistema come le PECS, con scambio dei simboli tra educatore e utente. 

E’ di vitale importanza, soprattutto nelle prime fasi di apprendimento, che ogni interlocutore utilizzi la CAA. Chi intraprende questo viaggio deve avere un modello che utilizzi le sue stesse possibilità. Raccontare che si è stati in montagna, indicando il disegno apposito, è meglio di “Sono stato in montagna, tu dove sei stato? Indica!”. Il discorso potrà poi farsi più articolato con il passare del tempo, esprimendo magari che si è mangiato un buon piatto di pasta e bevuto succo di frutta.

Ma quali strumenti possiamo utilizzare per facilitarci il lavoro? Riporto brevemente alcuni programmi che sono i più usati e i più famosi.

Software per comunicare con la CAA

Symwriter

Symwriter è l’editor testuale in assoluto più conosciuto. Una specie di Word dove, per ogni termine inserito, il programma lo accoppierà con un’immagine, lasciandovi ovviamente la possibilità di scegliere eventuali simboli più adatti o inserire voi stessi i disegni o le foto da associare. Molto facile da utilizzare, ha il non piccolo problema di essere a pagamento, con un costo decisamente elevato. Utilizza i simboli “Widgit” o meglio WLS, molto efficaci e dotati di una buona coerenza interna. I plurali sono indicati tutti con un “++” in alto a destra, i luoghi hanno una casetta che circonda il disegno e così via.

ARASAAC

Partito come progetto del Governo di Aragona (Spagna), ARASAAC è in primis una raccolta di simboli da utilizzare. Anche se magari possono avere una minor coerenza interna rispetto ai widgit, sono comunque tanti, in linea di massima ben fatti e gratuiti. Accanto a questa collezione vi è anche il programma ARAword, un editor di testi che, come Symwriter, permette di associare in maniera automatica un simbolo ad un termine. Il programma è totalmente gratuito, facile da usare, ma meno completo e raffinato di Symwriter. Dal 19 Aprile 2019 è disponibile per Windows una versione di ARAword portabile che contiene al suo interno già i pittogrammi. Questa versione può essere usata anche da chiavetta usb. Se non sai cos’è un’applicazione portabile, ti rimando alla pagina di Wikipedia che ne parla.

Let me talk

A differenza dei programmi sopra riportati, Let me Talk è una APP gratuita per smartphone e tablet. Permette di creare una sorta di tabella dove chi comunica può scegliere i simboli da usare per comporre una frase. I simboli derivano da quelli ARASAAC, manca la possibilità di creare tabelle cartacee. Però come metodo di comunicazione semplice e immediato non è assolutamente da scartare.

Esistono ovviamente altri programmi (uno su tutti il famoso Clicker) o raccolte di simboli (PCS, a pagamento, il già citato Bliss e altri), ma qui sono riportati gli strumenti che più si identificano con il mondo della CAA. 

Tradurre i libri in CAA

Una delle possibili attività che coinvolgono la CAA è la “traduzione” di libri con l’utilizzo dei nostri simboli. Se avete un libro che piace particolarmente al vostro bambino o, perché no, al vostro adulto, potrebbe essere possibile tradurlo in CAA. Esistono già in commercio alcuni libri che accompagnano le varie parole al relativo simbolo (spesso Widget), ma è anche possibile riscrivere il libro con i programmi Symwriter o ARAword. Meglio che il libro o il racconto, o la favola, siano corti però. Tradurre in CAA la Divina Commedia non credo sia un compito alla portata di un comune mortale!!!

Frammento di una storia narrata con la Comunicazione Aumentativa e Alternativa.
Figura 6 – Frammento di un racconto narrato mediante la CAA.

Suggerimenti per un uso corretto della CAA

Alcune cose da tenere a mente:

  • Ricordatevi sempre di utilizzare anche voi gli stessi strumenti comunicativi (siano essi tabelle o altro) che volete usino i vostri ragazzi. Soprattutto agli inizi è indispensabile per far apprendere velocemente il loro utilizzo.
  • Cercate di mantenere il più possibile una coerenza interna. Se decidete di usare un certo standard (ad esempio i simboli widget) meglio evitare di mischiarli con simboli “ARASSAC”, per esempio. A volte è impossibile non farlo, se dovere per esempio inserire le foto dei posti reali usati dal vostro interlocutore, ma mantenere uno stile unificato rende sicuramente più fruibile il tutto.
  • Sempre nello stesso ambito è meglio raggruppare il più possibile i simboli a seconda di cosa essi rappresentano. Anche in una tabella generica meglio evitare di riportare verbi e oggetti di varia natura uno dopo l’altro senza senso logico.
  • Dividete quando possibile!
  • Coinvolgete il più possibile chi vive a contatto con il bambino o la bambina a cui fornite tali strumenti.
  • Insegnate alla classe come interpretare lo strumento di comunicazione e come sarà utilizzato dal loro compagno/compagna.
  • Spronateli a comunicare non solo verbalmente, ma anche con la CAA!
  • Per meglio strutturare il lavoro, consiglio vivamente di fare, come prima cosa, una bozza di quello che volete realizzare. Sia esso un quaderno o una semplice tabella, meglio dotarsi di carta e matita e buttare giù le idee, soprattutto riguardo a cosa mettere e dove. Spesso si arriva al prodotto finale solo per accorgersi di essersi dimenticati qualcosa di importante, o di aver sbagliato “categoria” con un simbolo.
    Una pianificazione preliminare permettere di ridurre al minimo questi errori.
  • Ammetto che il prossimo consiglio è rivolto soprattutto a me… Per quanto sia soddisfacente creare una sorta di “dizionario di CAA” il più completo possibile, attenzione a non esagerare. Cercare di mantenere un buon equilibrio tra completezza e semplicità è difficile, ma essenziale. Più volte mi è capitato di creare tabelle troppo complesse, in casi dove un minore numero di termini sarebbe stato sicuramente più efficace.

Federico Perugini

[1]Aurelia Rivarola, Comunicazione Aumentativa e Alternativa (PDF) (Milano, Centro Benedetta D’Intino Onlus), 2009

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